IO CI SONO.

Io ci sono e ci voglio essere.

“Voglio fare la mia parte, dare qualcosa a questo Paese nella speranza che presto o tardi io possa anche ricevere. Voglio impegnarmi, voglio sapere, voglio dire la mia, voglio studiare, voglio sognare”.

Con questo entusiasmo un anno fa è iniziato il mio percorso di impegno sociale.
Avevo 16 anni.

Oggi ne ho 17. Sappiate che un anno per la mia generazione può essere incredibilmente lungo, o al contrario incredibilmente vuoto. Dipende quanto ti scivola addosso il mondo.

A me non è scivolato.

Nella mia città ho conosciuto persone impegnate sul tema dell’antimafia, in tempi non sospetti, prima che qualcuno sfacciatamente affermasse che Gaeta “è provincia di Casale”, prima che fosse desecretato il documento sui rifiuti tossici, si sto parlando di Schiavone. Quel pentito che stiamo trasformando in eroe. Lo stesso che ha affermato che erano “suoi” 106 sindaci, che senza vergogna sedevano a tavola con la camorra spartendosi pranzi e cene.

Un anno speso a sensibilizzare (e sensibilizzarmi!), a cercare di creare nella mia città una coscienza collettiva, a combattere, nel mio piccolo, questo cancro della società che è la camorra, dopo la vicenda Schiavone chiunque si sentirebbe demoralizzato. E inveve NO! Non bisogna mollare!

La vicinanza della città in cui vivo con quella che ormai tutti chiamano Terra dei Fuochi, non fa che alimentare in me il desiderio di voler fare qualcosa, voglio tornare a chiamarla Terra di Lavoro!

La camorra non è più una visione lontana, è nelle nostre città, nelle nostre amministrazioni. Alla mia età si può davvero restare indifferenti a tutto ciò?

Di fronte a una situazione così rovinosa, a un sentimento collettivo cavalcante di sfiducia verso le Istituzioni, di rabbia verso la politica, di voglia di andar via da questo Paese, come posso continuare il mio impegno nel mondo del sociale o a gridare contro la camorra come una voce fuori campo, quando alla fine non può esserci cambiamento se è la politica a non funzionare?

Io voglio scenderci in questo campo, voglio sporcarmi le mani, metterci la faccia.

La mia è una generazione che non può più permettersi il lusso di delegare.

E allora dico, IO CI SONO. VOGLIO ESSERCI. Non è più tempo di essere spettatori passivi, è il tempo in cui ognuno di noi prende coraggio, è tempo di passare dal “si è sempre fatto così” al “lo faccio perché è giusto”.

Voglio lottare per cose giuste, per persone pulite, per idee fresche, per diritti fondamentali, per un mondo diverso che non dimentica i più deboli.

Voglio poter dire che se due persone dello stesso sesso si amano è giusto che possano anche sposarsi e voglio un politico che abbia il coraggio di chiamarlo matrimonio.

Voglio poter vivere in una città a rifiuti zero, recupero al 100% e basta inceneritori. Voglio edifici pubblici autosufficienti, anzi, che producono energia pulita! Voglio una città con le scuole che non crollano, voglio una città che dice basta al consumo di suolo, basta ai condoni edilizi. Viva il recupero e la riqualificazione del patrimonio costruito e delle aree dismesse!

Voglio una politica estera che promuova la PACE e non che acquisti cacciabombardieri.

Voglio che la volontà referendaria di 27 milioni di italiani sul tema dell’acqua pubblica venga rispettata.

Che si dica caldamente UGUAGLIANZA e non gelidamente equità. I diritti prima di tutto, rispetto per le scelte, testamento biologico, trattamento di fine vita, rispetto per le donne e piena attuazione della legge 194.

Voglio un Paese a CORRUZIONE ZERO, che non mangi il mio futuro.
E investire quei 60 miliardi su scuola, università, ricerca e innovazione.

Voglio un Paese dove noi giovani non cresciamo nell’ossessione (o rassegnazione) di non vedere mai uno stipendio, figurarsi una pensione, voglio un Paese dove il conflitto generazionale sia vinto dallo spirito di solidarietà.

Voglio andare a scuola senza dover scioperare per il caro libri e l’edilizia scolastica, o per riforme che penalizzano la scuola pubblica. Sogno di scendere in piazza la domenica per dire che la scuola è bella!

E sarà difficile ma, proverò a spiegare tutto questo ai miei compagni, che come me non hanno mai votato ma sono già cittadini delusi.

Insomma Pippo [Civati] avrai capito, ti voto.
Ti voto perché ci voglio credere!

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28 thoughts on “IO CI SONO.

  1. Complimenti, parole bellissime che mi danno speranza per le nuove generazioni. Da 40enne le userò come stimolo per provare a rendere migliore questo paese. Grazie.

  2. Pingback: Lei c’è, e voi? | Pavia Per Civati

  3. L’ha ribloggato su Occhi di Barbalberoe ha commentato:
    Comunque la pensiate e comunque votiate.
    Qualunque sia il nostro pensiero politico.
    Qual che siano le nostre idee sul mondo da cambiare.

    Vi consiglio di leggere questo esempio. Perché è un buon esempio.

    Luca Scarano

  4. Pingback: IO CI SONO. | Gianmarco's Blog

  5. Ho sempre pensato che l’unico modo per uscire dal “pantano” in cui siamo sprofondati sia nelle mani dei giovani. Questa ragazza coraggiosa ci sta dimostrando cosa significa combattere per
    costruire il proprio futuro (ed anche quello degli altri che hanno scelto di stare con la testa sotto la sabbia…) !

  6. avevo scelto da tempo di sostenere Civati in questo congresso, ma voglio ringraziarti per questo stupendo post, che non solo ha rafforzato le mie ragioni, ma mi ha emozionato…. quindi grazie!

  7. quando avevo diciassette anni era il 1967 e pensavo che il mondo come era allora non mi piaceva e, insieme a tanti altri giovani, cominciammo a lottare per cambiarlo.
    il mondo è cambiato grazie alle nostre lotte ma non è andato nella direzione che volevamo.
    ma la nostra lotta non è andata persa.
    solo che bisogna seguitare a lottare.(adesso si preferisce dire impegnarsi)
    e allora sarò accanto a questa giovane speranza dell’Italia che non vuole arrendersi e che un futuro non lo vuole solo sognare ma realizzare per sé per i figli e per i nipoti.
    oggi votando per Civati

  8. Ciao, ho trovato il tuo post linkato nel blog di Pippo Civati, volevo davvero farti i complimenti per quello che hai scritto.
    A sedici anni non ero affatto come te, ma se potessi tornare indietro mi butterei prima nella mischia per cercare di farmi un’idea mia delle cose. Brava.
    E niente, per finire, ovviamente, Pippo avrà anche il mio voto. 🙂

  9. Grazie Roberta. Ti ho letta mentre facevo colazione, ed e’ stata la colazione piu’ bella della settimana. Sono orgogliosa di essere tua concittadina! Pamela

  10. Pingback: ROBERTA C’È, E VOI? | FABIO LUCIANI

  11. Alla mia età potrei tranquillamente essere tuo nonno, Roberta. Ma non lo sono. Però sono ugualmente fiero di te e ti ringrazio a nome dei giovani e degli anziani a cui il tuo bellissimo post riaccende la speranza.

  12. una flebo di speranza, alla faccia di chi dice che tutti i giovani sono dei molluschi. Ti auguro gi ribaltare questo Paese come un calzino, io, fosse anche con il bastone e tutto curvo, sarò al tuo fianco.

  13. Benissimo Roberta meglio di cosi non potevi esprimerti. Solo un appunto o un consiglio: sei sicura che Pippo incarni quello in cui speri, aldilà delle buone intenzione sempre solo espresse a parole? Io darei un’occhiata a quanto ha fatto e, soprattutto, come ha votato sinora prima di dargli completa fiducia.

      • Anche io avevo fiducia allora, si chiamava bassolino,andavo a scuola di partito,poi iniziarono le delusioni e vedi la campania che fine ha fatto.Troppa fiducia fa male,non vi arrendete MAI ,ma soprattutto non delegate controllate e lavorate in prima persona.Un grandissimo in bocca al lupo.

  14. Roberta, ha l’età di uno dei miei figli. Mi commuovi e mi entusiasmi. Avevo deciso da tempo di votare per Civati. Sapere che ci sei anche tu mi convince ulteriormente della mia scelta. Grazie per la passione.

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